
Sabato 9 maggio, presso la nuova cornice della Casa dell’Ortolano, sono stati svelati alla città i quattro drappi del Palio di Ferrara 2026. Le opere sono il frutto del lavoro della classe 5J del Liceo Artistico, indirizzo Arti Figurative, che ha rinnovato la storica collaborazione con la Fondazione Palio. Il tema centrale di questa edizione è la celebrazione del centenario della morte di Claude Monet. Gli studenti, guidati dalle professoresse Alessandra Vecchietti e Simona Rondina, hanno affrontato la sfida di reinterpretare l'iconografia sacra dei santi patroni attraverso i canoni dell'Impressionismo. Le tele, dipinte a olio e di formato 58x145 cm, si focalizzano sulla resa vibrante della luce, sull'uso di pennellate rapide e sulla capacità di cogliere l'attimo fuggente, integrando i soggetti religiosi con i simboli architettonici e naturali di Ferrara. Il drappo di San Romano, realizzato dal team di Anna Brancaleon, propone il santo in armatura su uno sfondo che richiama il Castello Estense, giocando su un forte contrasto chiaroscurale. Milla Venitucci e il suo gruppo hanno invece dedicato il palio a San Paolo, ispirandosi allo stile di Gustave Caillebotte; l'opera utilizza tonalità cupe e una particolare tecnica di spugnatura per evocare il bugnato di Palazzo dei Diamanti. Per San Maurelio, Serena Zheng ha scelto di omaggiare la Basilica di San Giorgio fuori le mura, citando esplicitamente gli studi di Monet sul Parlamento di Londra per tradurre l'atmosfera del luogo di culto più antico della città. Infine, il drappo di San Giorgio, curato da Sofia Toschi, si distingue per una composizione verticale che culmina con la statua di Ariosto in Piazza Ariostea; il santo è raffigurato con una stanchezza solenne e umana, simboleggiando la vittoria del bene sul male in un dialogo continuo tra fede e storia cittadina. Tutte le opere riportano il numero dell'edizione, la LVII, fondendo con successo la tradizione secolare del Palio con l'eredità artistica della rivoluzione impressionista.