Nel celebrare la Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza Contro le Donne, il Liceo Artistico Dosso Dossi di Ferrara espone presso il Salone d'ingresso dell'Ufficio scolastico regionale per l'Emilia-Romagna dell'Ambito Territoriale di Ferrara, presso Palazzo Madama, il lavoro frutto della progettazione “Voci di Donne”, nato in collaborazione con l’autrice Lucia Gallo.
Il progetto nasce dal dialogo tra le studentesse e gli studenti dell’indirizzo di Arti figurative del Liceo Artistico con l’autrice del volume “Voci di Donne: canto e controcanto”, LUCIA GALLO.
La lettura analitica dell’originale libro di Lucia Gallo “Voci di donne: canto e controcanto”, ha permesso loro di organizzarsi autonomamente in gruppi di lavoro e tavoli condivisi di ricerca e approfondimento storico elaborando piste di lavoro innovative e diversificate: riscrittura di una protagonista femminile scelta nel panorama artistico, sociale e storico della contemporaneità, rielaborazione dialogata del testo, confronto e reinterpretazione in chiave personale dell’immaginario femminile utilizzando tecniche pittoriche diversificate. “Voci di donne” di Luciana Gallo ci propone un percorso su un doppio binario, da un lato ciò che la tradizione iconografica e testuale ci ha consegnato della figura femminile, Canto (chi dicono che io sia), dall’altro lo sguardo nuovo e consapevole, Controcanto (chi dico che io sia); da una visione della donna come specchio dell’uomo, dall’uomo stesso deformato, a una visione della donna dall’interno del suo essere, che ne delinea l’identità autentica e autonoma. Per costruire questo percorso l’autrice ha scelto alcune figure esemplari: Eva, la serpenta; Lilith: la prima moglie di Adamo; Elena: la traditrice; Aspasia: l’etera; Penelope: la fedele; Didone: l’innamorata; Cleopatra: la lussuriosa; Beatrice: l’angelicata; Francesca da Rimini: l’infedele; Laura: l’indefinita; Fiammetta: l’adultera.
La rappresentazione negativa della donna attraversa tutta la cultura pagana greco-romana e quella cristiana; ma anche nella nostra cultura contemporanea non risulta per nulla acquisito, magari accettato in modo diffuso ma non profondo, che la donna in quanto essere umano abbia tutti i diritti, tra i quali quello di liberarsi dagli stereotipi, dai pregiudizi che la condizionano nello svolgimento dei ruoli sociali e privati. La sua strada è ancora lunga nel percorso verso il diritto reale e concreto di avere una voce propria e di essere ascoltata e rispettata nella sua autonomia. La ricostruzione mitica e storica dell’immagine femminile stereotipata ha permesso alle nostre studentesse e studenti, in termini di acquisizione di competenze di soft skills, una presa di coscienza critica della violenza sulle donne agita nella parola scritta attraverso pregiudizi storici di genere, reinterpretando in chiave personale l’immaginario femminile con proposte di riscrittura letteraria e artistica, focus di ricerca e interrogativi. Il coinvolgimento attivo delle studentesse e degli studenti ha favorito i processi cognitivi di un apprendimento situato, permanente e inclusivo.